Alessandra Bagnara

Deputy Commander
• Ravenna, Italy
Alessandra - Behind the Uniform

“From a very young age, I knew that I wanted to become a police officer. I never looked at it from the perspective that children often do thinking that ‘If you don’t behave, I’ll call the police!’, I’ve always looked at being an officer as someone to turn to in times of need.”

I’ve been a part of the local police force of Ravenna, Italy for 34 years, the city where I was born and raised. Today I am deputy commander and have held that position for the past 11 years. I feel that being a woman in this role helps to form an equilibrium in a male-dominated industry and brings another perspective to the decision-making table which is so important especially when it comes to the decisions made for the city and the community.

In addition to my role as a police officer, I am also a volunteer and one of the founding members of the Linea Rosa Foundation, an anti-violence center which we started 30 years ago to support women who are experiencing abuse and violence.  We were about thirty women who found ourselves thinking that it was necessary to have a place for women to help protect women and our initial goal was to prevent females from incidents of sexual assault on the street. However, we quickly realized that most of the women calling the help center were experiencing intra-family violence and in fact, 99% of the perpetrators were not strangers but rather men who had, at one time, sentimental relationships with these women. We then transformed from a call center to a physical location that these women could come to and, thanks to the Municipality of Ravenna, in 1998 we were able to open our first shelter.

Today, we welcome about 450 women per year to our shelters in Ravenna, Cervia and Russi. This number shows how widespread this problem still is, especially since so many women still experience domestic abuse and do not talk about it. It is extremely difficult for women to admit that their husband, life partner or father of their children is also their abuser.

I used to ask myself in what capacity am I here today? My capacity as a police officer or my capacity as a volunteer and I realized that there was possibly too much of a division between the two.

In 2003 the Emilia Romagna Region accepted my request to fund the first regional course for the local police of the province of Ravenna on violence against women and family abuse. This course was to help police officers to be able to pick up signs of abuse since, as mentioned, many women are reluctant to speak up or sometimes don’t even recognize the abuse themselves since the first phase of the abuse is typically psychological and later on becomes physical.  The police must also be able to receive complaints without any form of prejudice and without debasing the act reported – a slap is never ‘just’ a slap. This was one of the first courses on the subject, especially for Local Police, and it paved the way for subsequent similar training courses.  A few years ago, I was invited to an international conference, FISU in Paris, where I brought the experience of the local police of Ravenna in the fight against gender violence.

If I could say anything to women experiencing any form of abuse, I would tell them that violence is never justifiable. They should rely on the police and anti-violence centers and trust the professionals who make up the support network. They must put an end to domestic violence for themselves and for their sons and daughters who, growing up in abusive environments, often suffer from indirect violence by simply witnessing the abuse.

We’ve welcomed more than 7,500 women to our shelters over the years and my biggest wish would be to be able to close the anti-violence centers for good but not because of a lack of resources but rather because there’s no longer a need.

To learn more about the Linea Rosa Foundation, please visit:

https://www.linearosa.it/

«Fin da piccola, sapevo di voler diventare un agente di polizia. Non ho mai guardato a questa figura come spesso fanno i bambini pensando: ‘se non ti comporti bene, chiamo la polizia!’, ma ho sempre considerato la figura dell’ufficiale come quella di qualcuno a cui rivolgermi in caso di bisogno.»

Da 34 anni faccio parte della Polizia Locale di Ravenna, la città dove sono nata e cresciuta. Oggi sono vicecomandante e ricopro questo ruolo da 11 anni.  Sento che essere una donna in questo ruolo aiuta a creare un certo equilibrio in un settore dominato dagli uomini e porta un’altra prospettiva al tavolo decisionale, che è importante soprattutto quando si tratta delle decisioni prese per la città e la comunità.

Oltre ad essere una poliziotta, sono anche volontaria e una delle socie fondatrici dell’associazione Linea Rosa, un centro antiviolenza nato 30 anni fa per sostenere le donne che subiscono abusi e violenze. Quando abbiamo iniziato eravamo una trentina di donne il cui scopo era quello di creare un posto in cui le donne potessero aiutare altre donne. Il nostro obiettivo iniziale era quello di prevenire episodi di aggressione sessuale per strada. Tuttavia, ci siamo subito rese conto che la maggior parte delle donne che chiamavano il centro subivano violenze intrafamiliari e, in effetti, il 99% degli aggressori non erano estranei per loro ma uomini con cui avevano, o avevano avuto, una relazione sentimentale. Per rispondere a questo tipo di esigenza, ci siamo così trasformate da call center a un luogo fisico in cui queste donne potessero essere accolte. Grazie al Comune di Ravenna, nel 1998 abbiamo aperto anche la nostra prima casa rifugio.

Oggi, nei nostri centri di Prima Accoglienza di Ravenna, e Cervia e Russi, accogliamo circa 450 donne l’anno. Questo numero dimostra quanto sia ancora ampiamente diffuso questo problema, soprattutto perché ancora molte donne subiscono abusi domestici e non ne parlano. È estremamente difficile per le donne ammettere che il loro marito, compagno di vita o padre dei loro figli sia anche il loro aggressore.

Spesso mi domandavo quale ruolo avessi in quelle situazioni. Se agivo in qualità di agente di polizia o di volontaria e mi sono resa conto che forse non c’era troppa divisione tra i due ruoli, trattandosi sempre di attività al servizio del cittadino.

Nel 2003 la Regione Emilia-Romagna ha accolto la mia richiesta di finanziare il primo corso regionale per la polizia locale della provincia di Ravenna sulla violenza contro le donne e gli abusi familiari. Il corso è nato per aiutare gli agenti di polizia a identificare i segnali di abuso domestico poiché, come detto, molte donne sono riluttanti a parlare e a volte non riconoscono nemmeno di subire delle violenze, dato che la prima fase dell’abuso è tipicamente psicologica e solo in seguito fisica. La polizia deve inoltre poter accogliere le denunce senza alcuna forma di pregiudizio e senza svilire in alcun modo l’atto denunciato: uno schiaffo non è mai ‘solo’ uno schiaffo. Si è trattato di uno dei primi corsi in materia, soprattutto per le Polizie Locali che ha aperto la strada a successivi corsi di formazione simili. Qualche anno fa sono stata invitata ad una conferenza internazionale, la FISU a Parigi, dove ho portato l’esperienza della polizia locale di Ravenna nella lotta alla violenza di genere.

Se potessi dire qualcosa alle donne che subiscono una qualsiasi forma di abuso, direi loro che la violenza non è mai giustificabile. Dovrebbero affidarsi alle forze di polizia e ai centri antiviolenza e fidarsi dei professionisti che compongono la rete di supporto. Devono porre fine a alla violenza domestica per loro stesse e per i loro figli e figlie che, crescendo in ambienti familiari maltrattanti subiscono violenza anche se indiretta (violenza assistita).

Ad oggi abbiamo accolto più di 7.500 donne nei nostri centri e il mio più grande desiderio è quello di poter chiudere definitivamente i centri antiviolenza, non per mancanza di risorse ma perché non più necessari.

Per saperne di più sulla Fondazione Linea Rosa, visita:

https://www.linearosa.it/

Alessandra at work - Behind the Uniform
Alessanrda in park - Behind the Uniform
Alessandra reflection - Behind the Uniform

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